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Date: domenica, 20 settembre 2009 Fan fiction the Joker/Harley Quinn. |
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Date: sabato, 22 agosto 2009 All'amore mio con tanti auguri. :* |
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Date: domenica, 12 aprile 2009 Fiaba di Venezia (breve racconto per immagini semiserio) ATTENZIONE! Quanto segue è un racconto new-gen, o con meno scherzi una particolare tipologia di racconto "multimediale". Non soltanto è dotato di un corredo di immagini ornate da balloon a mo' di fotoromanzo, ma anche di una sorta di colonna musicale nella forma di "inviti all'ascolto" di diversi pezzi di varia natura, i collegamenti ai quali si trovano nascosti tra le parole chiave della storia. A te, anima alata, nel tuo giorno. C'era una volta una sovrana,che malgrado fosse soprannominata “la Regina di Cuori” - perché di cuori era orlata la sua veste, ed ella aveva inoltre fama di esperta seduttrice - opprimeva il suo popolo con la sconfinata crudeltà di cui era capace. Non vi era supplizio che la regina non avesse inferto ai suoi sudditi quale punizione per ogni sorta di colpe immaginarie; non vi era legge alcuna che non fosse stata riscritta in forma di inno all'iniquità dai malvagi consiglieri di cui la donna amava circondarsi. Non che il suo regno avesse mai conosciuto la felicità, se non durante il breve periodo di reggenza della delicata, cortese Regina Bianca, scomparsa in circostanze misteriose; ma il caos che imperversò durante l'interregnum fu foriero di lotte intestine tanto gravi da far quasi apprezzare ai sudditi l'abominevole condotta della nuova regina, rossa come il sangue che copiosamente versava coi suoi scellerati editti e proclami. ![]() Un giorno particolarmente assolato, la regina passeggiava, com'era sua abitudine, per le malinconiche vie della splendida capitale del regno, non scortata; nessuno difatti avrebbe mai osato anche soltanto affacciarsi a vederla, tanto era il timore che la sua presenza incuteva. La perfida sovrana s'accorse presto di essere seguita a breve distanza da una creatura delle più strane. ![]() Con un riso che esprimeva disprezzo e mal celava il vago timore che provava al cospetto di un ibrido tanto curioso, la regina si arrestò e gli rivolse parole aspre e pungenti. ![]() Egli rispose: “Maestà, non sono che un emissario di un regno e un popolo assai lontani dal vostro; il mio nome è Quill. Ho a lungo viaggiato; splendida è la vostra capitale, e non so esprimervi quale misteriosa emozione m'ispiri l'acqua di mare in cui, unica al mondo, essa s'immerge; sentimenti come di nostalgia. Le reco questo messaggio...” ![]() La regina volle indagare la natura di una simile celebrazione. “Si tratta della cerimonia d'insediamento del nuovo sovrano della mia gente; egli è grande e magnanimo e desidera che ogni re e regina che le nostre ali possano raggiungere sia presente. Ha udito parlare della Vostra grandezza e desidera ardentemente gloriarsi della Vostra presenza”. ![]() “Salitemi in spalla, Maestà,” la invitò dolcemente l'uomo alato di nome Quill. La Regina strabuzzò gli occhi. “Vorrai scherzare!” esclamò, disgustata. “Mi tocca insozzarmi facendomi trasportare da un ambasciatore?” “Non c'è altra via, Maestà, e non sapete quando me ne dolga: il vostro regno è circondato dalle acque e il mio talmente irto e scosceso da risultare inaccessibile in altro modo che questo”. Benché perplessa, la regina acconsentì a farsi portare in groppa. Il viaggio fu lungo, periglioso e, a dir la verità, assai scomodo; i sobbalzi erano frequenti e Quill fu sovente costretto a volare controvento, con molta fatica. Dapprima i due sorvolarono la distesa delle acque circostanti la terra della malvagia Regina di Cuori; a questo punto, a quest'ultima parve di udire come un sospiro. “Sei già stanco, uomo alato?” sbuffò la donna, sentendosi subito contrariata dall'aver mostrato interesse per lo stato d'animo di una creatura di quel genere. “Perdonatemi, Maestà; non sono affatto stanco, ma questo luogo... è di una bellezza struggente, che desta nel mio animo una decisa quanto sublime malinconia. Voi crederete che io sia folle, ma mi è quasi parso... mi è quasi parso di far ritorno a un posto familiare e da lungo tempo abbandonato. Ma è meglio risparmiare il fiato per volare, e non sprecarlo per simili sciocchezze!” Non parlarono più. Sorvolarono monti, splendide valli e infine raggiunsero un'isola sormontata da un'altissima montagna, che Quill sorvolò agilmente. Una brezza dolcissima li avvolgeva. ![]() Camminarono a lungo, inerpicandosi per vie tortuose, fino a che non giunsero presso una sorta di immensa piazza. ![]() ![]() La regina si sentì incredibilmente e inesplicabilmente confusa. “Questa frase,” mormorò, “l'ho già sentita. Dove?” “In un'altra storia,” rispose l'uomo alato, con un ghigno che andava sempre più allargandosi a mostrare l'intera sua dentatura. La donna sorrise a sua volta, ma senza la sua abituale perfidia. "E trarrotti di qui per loco etterno," chiosò, senza aggiungere altro. Cadde il silenzio*. |
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Dicono che le muse sono nove; ne hanno dimenticata una... Date: mercoledì, 04 febbraio 2009 La mia Musa è incerta, spasima, sussulta. Irechan | commenti (1) | link |
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Date: martedì, 09 dicembre 2008 Fan fiction su Lupin di Harry Potter. Irechan | commenti (3) | link |
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Sono così stordito dal niente che mi circonda... Date: martedì, 18 novembre 2008 Prove generali per un progetto. Vedi "Il Principe Melanconico e la Strega delle Grotte". Irechan | commenti (4) | link |
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Just the thought of it is enough to make you sick Date: mercoledì, 05 novembre 2008 Continuano le infernale avventure di Mr B. e Mrs R. ... per i brani precedenti, rimando al tag omonimo. :) Irechan | commenti (2) | link |
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Date: domenica, 19 ottobre 2008 Ed ecco una breve originale, a soggetto letterario/mitologico (potremmo vederla come una ff sull'Iliade ma insomma, anche no), di evidente ispirazione ChristaWolfiana. Σίβυλλα τί θέλεις; ![]() (c) Hugo Pratt Era una sala ampia, ma tutto sommato disadorna; questo dovette pensare il guerriero che ne varcò la soglia. La fanciulla sedeva su uno scranno presso la finestra, il mento posto sulle nocche della mano destra, la fronte corrugata e pensosa. Una lama di luce si disegnava sul pavimento di pietra, facendo chiaro alla vista il pulviscolo dorato sospeso per aria. “Sono Otrioneo di Cabeso,” esordì il guerriero, piegando uno dei possenti ginocchi, “e vengo a rendervi omaggio”. Improvvisamente la principessa si riscosse; sollevò il viso, rivelando una mascella ben squadrata e grandi, liquidi occhi scuri cerchiati di nero. Qualche ciocca dei lunghi capelli neri acconciati le ricadeva sugli omeri. Il guerriero fu scosso da un brivido; la sacerdotessa aveva fama d'essere una tra le più belle figlie del re Priamo, ma l'immagine che se n'era andata formando nella sua mente sulla base dei racconti e delle chiacchiere del volgo era lontana dalla verità. Era bella, senza dubbio; ma di una bellezza, se così si può dire, cupa, sinistra. “Salve,” ella rispose con voce sottile. “In verità venite per domandarmi qualcosa. Mi sbaglio?” Lo guardò dritto negli occhi; un'ombra opaca le velava le pupille. Otrioneo sentì la sua fiducia venir meno. Premette con forza le gambe avviluppate dai coturni contro il terreno, come a fissarvisi, con l'immobilità severa di una statua; raddrizzò le larghe spalle, cercando d'infondersi coraggio e di alleggerire il peso che sentiva opprimergli il petto. “Quel che sento dire di voi al mio paese, signora, è vero; voi scrutate il futuro e lo riferite senza mai errare. Vengo a chiedervi la mano, e porto in pegno non doni, non oggetti preziosi, non il mirto e la vite, non porpora di Sardi; bensì la promessa che scaccerò l'invasore dal vostro regno”. “E che dovrei farmene,” disse seccamente ella, “di una promessa che non potrete mantenere?” “Ho detto che voi non errate mai? Perdonatemi; ho sbagliato. Sono certo, nobile signora, che i greci e i loro vili condottieri abbandoneranno Troia, stremati dalla fatica e dall'ardore di noi mossi da giusta causa". “Invece io resto certa che Troia brucerà. Volete ancora che entri nel vostro talamo? Potrei vedere in sogno le lunghe fiamme e le mura distrutte. Lo sopportereste? Se gridassi nel sonno, lo sopportereste?” La donna era più recalcitrante di quanto l'eroe avesse immaginato; così questi decise di ricorrere alla sua ultima risorsa. “Vostro padre ha acconsentito,” disse gravemente, “e voi fareste meglio a conformarvi al suo volere. Questo contegno non vi si addice”. “Se anche lo facessi,” sbuffò la pia, e l'uomo colse un tremito del suo piccolo seno velato dal peplo, “presto rimarrei vedova; poiché voi morirete presto”. “Tutti gli uomini debbono morire; ciò che conta sono le azioni che compiono prima di solcare l'Acheronte!” “Non capite! Io morirò nel bianco fiore della gioventù, ma voi mi precederete di molto. Dovrò percuotermi il petto e strapparmi i capelli per aver assecondato un vostro ottuso desiderio”. “Perché mi amareggiate con queste parole? Il mio desiderio è sincero e nel mio cuore speravo di poterlo intrecciare al vostro, come edera che s'allaccia ai rami tesi dell'olmo. Non desiderate prender marito?” La fronte della principessa tornò a corrugarsi; s'incresparono le sue labbra, e gli occhi si ridussero a due dolenti fessure. Otrioneo vide che tornava a volgere lo sguardo al cielo; attese, ma non ottenne risposta. “Cosa desiderate?” “Vedere,” ella rispose. “Desidero vedere; e tu comprendi come vedere mi danneggi”. L'uomo provò una sorta di commozione, la sua rabbia stinse in dolore, il risentimento cedette il posto alla pietà; volle prenderle la mano. Le pallide dita della fanciulla si adagiarono mollemente tra le sue, spesse, scabre e callose. “Perdonatemi,” singhiozzò, senza comprendere. “Sarò vostra moglie, se lo volete,” mormorò Cassandra. “Cos'è il nostro volere, in fondo? Cosa?” Irechan | commenti (3) | link |
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Date: mercoledì, 15 ottobre 2008 [Men with glasses]
La Fesserie assortite Inc. has never been soooo proud to preseeeent: ![]() Finalmente (?) un tempio per appassionate (e appassionati, zut!) di uomini occhialuti; una felice commistione tra una fanlisting e un catalogo, atto a raccogliere e schedare con la massima minuzia i personaggi occhialuti ganzi d'ogni tempo e luogo. Partorito dalla mente malata di un gruppo di squilibrati di cui ho l'onore di far parte, e tenuto dagli stessi. Condividi il fetish? Lo leggo nei tuoi occhi, è così! Allora che aspetti? Segui il riflesso del sole sulle lenti! Join da club! |
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Date: sabato, 04 ottobre 2008 Amoroso delirio parte... sesta, ad occhio. Parodia Death Note Mello/Mikami eccetera. Irechan | commenti (13) | link |
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Paginazione
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About I'm nobody! Who are you?Are you nobody, too? Then there's a pair of us — don't tell! They'd banish us, you know. How dreary to be somebody! How public, like a frog To tell your name the livelong day To an admiring bog! (E. Dickinson) Places to hide Fastidious NotesBlog di recensione critica al quale partecipo. Il mio profilo su EFP Parte della mia produzione letteraria. StudioPanda Sito di scrittura creativa che condivido con Loki. Il mio profilo su DeviantArt Poco aggiornato, per sfortuna. Temple of Spirits Sito sulle opere di Hayao Miyazaki. Appreciating La scrittura, d'originali e non, e il disegno con armamenti tradizionali. La lettura; alcune preferenze in merito: la letteratura fantastica ancor prima che fantasy, il giallo doyliano, il giallo storico, il romanzo di maniera, la letteratura epica e cavalleresca, la produzione classica, la poesia. Il cinema, che getta una sorta d'ombra titanica sulla mia immaginazione. L'animazione. L'ascolto sonnacchioso di qualche genere musicale di buone capacità ispirative. I videogame. I fumetti. La meditazione silenziosa indolente, piuttosto irritante per chi mi circonda. I viaggi, specie se per contrade lontane. I paesaggi inglesi.Depreciating I fandom che degenerano (cosa che sembra essere loro qualità congenita) e le opere originali che degenerano più dei fandom. L'ambiente del posto in cui vivo. Le fyccine.Fangrrl
Snape/Platano Picchiatore
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